I 7 fattori che influenzano la User Experience

La User Experience (UX) è un fattore critico per il successo o il fallimento di un prodotto sul mercato, ma cosa intendiamo con UX? Troppo spesso la UX è confusa con l’usabilità, che descrive semplicemente il grado di facilità nell’utilizzo di un prodotto. Se è vero che la UX è una disciplina che inizia con l’usabilità, è anche vero che comprende al suo interno molto di più che la semplice usabilità. Porre l’attenzione su tutte le sfaccettature della UX, al fine di distribuire prodotti di successo, è vitale.

Ci sono sette fattori che descrivono la User Experience, secondo Peter Morville, un pioniere nel campo della UX, che ha scritto diversi best-seller oltre ad essere stato consulente UX di molte aziende Fortune 500. Morville ha fissato i sette fattori nel cosiddetto “nido della User Experience“, divenuto ormai un famoso strumento attraverso il quale comprendere il design della UX.

I sette fattori sono:

  1. Utilità;
  2. Utilizzabilità;
  3. Reperibilità;
  4. Credibilità;
  5. Desiderabilità;
  6. Accessibilità;
  7. Valore aggiunto.

Diamo, dunque, un occhio a ciascuno di questi fattori e cerchiamo di capire come influenzino l’intera User Experience.

1. Utilità

Se un prodotto non è utile a qualcuno, perché dovresti volerlo portare sul mercato? Se questo non ha nessuno scopo, è molto improbabile che sarà in grado di competere sull’attenzione del pubblico, in un mercato ricco di prodotti utili e funzionali. Ma, attenzione, un oggetto può essere dichiarato “utile” anche se porta dei benefici non pratici, come ad esempio divertimentoattrazione estetica.

Così, ad esempio, un gioco per computer, oppure una scultura, possono essere indicati come “utili”, anche se nessuno dei due consente ad un utente di realizzare un obiettivo, che altri trovano significativo. Nel primo caso, un adolescente potrebbe utilizzare il gioco per sfogare l’angoscia, dopo una dura prova a scuola; nel secondo, un visitatore di un museo potrebbe “utilizzare” la scultura per farsi una cultura su quel determinato artista, o sulle tecniche realizzative, o per guadagnarne, allo stesso tempo, un piacere spirituale alla vista.

2.Utilizzabilità

L’usabilità riguarda la capacità di rendere gli utenti abili a raggiungere i loro obiettivi finali attraverso il nostro prodotto, in maniera efficace ed efficiente. Un gioco per computer che richiedesse tre insiemi di controllers  per essere giocato, avrebbe poche possibilità di essere utilizzato, ad esempio; gli esseri umani, fino a prova contraria, hanno soltanto due mani.
Alcuni prodotti hanno avuto successo anche se non erano troppo usabili ma oggi questo accade sempre meno. Una scarsa usabilità è spesso associata con la prima generazione di un prodotto – pensate alla prima generazione di lettori MP3, che hanno perso tutte le loro quote di mercato non appena è arrivato il più usabile iPod. L’iPod non è stato il primo lettore MP3, ma è stato il primo – almeno da un punto di vista di UX – lettore MP3 veramente usabile.

3. Reperibilità

La reperibilità si riferisce al fatto che il prodotto deve essere facile da trovare, e nel caso dei prodotti digitali o d’informazione, anche i contenuti al loro interno devono essere facilmente reperibili. La ragione è piuttosto semplice: se non puoi trovare il contenuto che cerchi in un sito internet, smetterai di navigarlo. Se prendi un quotidiano e tutte le cronache in esso sono distribuite all’interno delle pagine in maniera randomica, invece che essere distribuite in sezioni come Sport, Spettacoli, Business, ecc., molto probabilmente la lettura del quotidiano diventerebbe un’esperienza abbastanza frustrante. Il tempo è sempre più prezioso per tutte le persone: non foss’altro per il fatto che la vita ha una durata limitata! La reperibilità, dunque, è vitale per la User Experience della maggior parte dei prodotti.

4. Credibilità

Gli utenti del terzo millennio non ti daranno una seconda chance – ci sono tantissime alternative al tuo prodotto, in ogni settore, tra le quali scegliere. Gli utenti possono abbandonare il tuo prodotto in una manciata di secondi e di click,  – e lo faranno – se non gli dai una ragione per restare. La credibilità è correlata alla fiducia che l’utente è portato ad accordare al nostro prodotto; non solo per il fatto che il nostro prodotto funzioni, ma anche per il fatto che duri nel tempo e che le informazioni fornite siano giuste ed accurate per lo scopo prefisso. È impossibile avere successo se l’utente pensa che il creatore del prodotto sia un bugiardo con delle cattive intenzioni. L’impressione che avranno la prima volta li accompagnerà per sempre e la condivideranno con altri utenti.

5. Desiderabilità

Skoda e Porsche producono entrambe automobili. Entrambi i brand sono utili, usabili, reperibili, accessibili e credibili, ma Porsche è molto più desiderabile di Skoda. Questo non vuol dire che Skoda non sia desiderabile; entrambe vendono un gran numero di automobili. Tuttavia, data una scelta tra una nuova Porsche o una Skoda gratis, la maggior parte delle persone sceglierà una Porsche.
La desiderabilità è trasmessa nel design tramite il branding, l’immagine, l’identità, l’estetica e tutto ciò che riguarda l’emotional design. Più un prodotto è desiderabile, più si alzano le probabilità che l’utente che lo possiede si vanterà di questo e creerà desiderio negli altri utenti. Sì, stiamo parlando proprio dell’invidia: un sentimento negativo, che può portare, però, valore aggiunto al tuo business. Anche se apprezziamo lo spirito indomito di Skoda, tenderemo a desiderare sempre la Porsche, quella che urla “Guardami!”.

6. Accessibilità

Purtroppo, l’accessibilità ci fa perdere spesso nella folla, quando tentiamo di creare una User Experience. Accessibilità significa fornire un’esperienza che può essere fruita da un gran numero di utenti con diverse abilità – inclusi quelli con delle disabilità fisiche, come la vista, l’udito, la mobilità, o con delle difficoltà d’apprendimento.
Progettare in un’ottica di accessibilità è spesso visto dalle aziende come uno spreco di risorse economiche – la ragione è la credenza sbagliata che le persone con delle disabilità rappresentino un piccolo segmento della popolazione. In realtà, secondo dati Census, negli Stati Uniti il 19% delle persone ha una disabilità ed è probabile che questo numero sia più elevato nei Paesi meno sviluppati. Questo significa che una persona su cinque del tuo pubblico non sarà in grado di utilizzare il tuo prodotto, se questo non è accessibile – all’incirca il 20% del tuo mercato totale!
Bisogna anche ricordare che progettare per l’accessibilità è soprattutto una questione di buon senso: anche gli utenti senza disabilità troveranno molta più soddisfazione nell’utilizzare un prodotto veramente semplice nella sua fruizione. 

7. Valore aggiunto

Infine, un prodotto deve apportare valore. Deve portare valore sia ai suoi creatori che ai suoi utenti o acquirenti. Senza valore, è probabile che ogni iniziale successo di un prodotto verrà corroso, non appena le naturali difficoltà del mercato inizieranno a minarlo.
Come designer dovremmo tenere a mente che il valore è uno dei fattori chiave nell’influenza delle decisioni d’acquisto. Un prodotto da cento euro che risolve diecimila euro di problemi molto probabilmente avrà successo. un prodotto da diecimila euro che risolve un problema da cento euro, molto probabilmente, non avrà alcun successo.

 

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